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LYNWOOD
SLIM "LAST CALL"
Source: Blues &
Rhythm Magazine
Date: 06/2006
Writer: Fabrizio Berti |
Great
album by a solitary hero fo the lonely blue harp
world!
Nonostante la lunga carriera musicale, le occasioni
per ascoltare Lynwood Slim, al secolo Richard
Duran, non sono poi così tante. A ben guardare,
l’ultimo lavoro segnava il passo già
da alcuni anni ed era in pratica un collage antologico
che riportava una serie di session registrate
negli Stai Uniti ed in Europa . La Delta Groove,
pone rimedio a simil misfatto, mettendo in circolazione
l’ultima fatica profeticamente ribattezzata
“Last call” DGPCD 1108. Diciamo subito,
che il titolo, preceduto dalla dizione “The
mellow sound of …” ci catapulta immediatamente
a tempi e immagini del tempo che furono. Va da
se, che Slim non ha mai nascosto l’amore
per le grandi orchestre e quel suono per così
dire morbido e ricco di swing. A lui sembra riuscire
tutto semplice. Invidiabile il lavoro di assemblaggio
che riesce a realizzare. Innanzitutto la sezione
ritmica. Tutto funziona a meraviglia. Al basso
con licenza Blasters si piazza John Bazz , che
a turno fa il paio con le bacchette di Richard
Innes e Ron Felton. Sistemato il motore, la rifinitura
della carrozzeria passa attraverso le mani di
Kid Ramos e Kirk Fletcher, quanto mai abili sia
nelle funzioni di sostegno che in quelle soliste.
Se c’è bisogno di calarsi ancor di
più nell’atmosfera, all’intera
sezione fiati provvede Ron Dziubla. Messi a posto
tutti i pezzi e ben oliato il tutto, si parte
a spron battuto sulla strada maestra. In breve
tempo vengono toccati Pete Johnson & Big Joe
Turner, “Wee baby blues”, Duke Ellington,
“Nothin’ but the blues”, addirittura
Billie Holiday via Gordon/Kaufman, “Me,
myself & I“, Mickey Baker, “I’m
tired” e Clifton Chenier, “All night
long”, caratterizzata dalla presenza del
bravissimo mandolinista Rich Delgrosso. Lo stesso
Slim, si destreggia assai bene nel terreno compositivo,
portanto a tre le sue fatiche. Oltre a “You’are
a pain” e “Across the sea” chiude
con la bella “You never cried for me”,
dove il flauto la fa da padrone. Ottimo cantante,
all’ armonica si disimpegna con disinvoltura,
dividendosi fra diatonica e cromatica. La lunga
attesa non ha tradito le aspettative. Disco molto
bello, che scivola via veloce e swingante, con
grandi lezioni di chitarra. Un atteso ritorno. |
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