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PHILLIP WALKER "GOING BACK HOME"
Source: Folk Bulletin
Date: 04/2007
Writer: Fabrizio Poggi |
Se avete voglia di un disco di blues classico, onesto e senza fronzoli, questo di Phillip Walker è quello che fa per voi. Nato a Lake Charles, Louisiana nel 1937, il cantante chitarrista vanta una lunghissima carriera durante la quale ha collaborato con grandi nomi del blues come Clarence “Gatemouth” Brown e Roscoe Gordon. Ha persino suonato per qualche tempo con Clifton Chenier l’indimenticabile “re dello zydeco”. Influenzato dal leggendario T-Bone Walker, Phillip Walker (nessuna parentela) è il musicista che Robert Cray annovera tra coloro che lo hanno maggiormente influenzato. Nel suo debutto per l’etichetta californiana Delta Groove, Walker, torna alle proprie radici rivisitando classici del blues urbano con un sincero omaggio a personaggi come Lowell Fulson, Ray Charles e Lightnin’ Hopkins. Ad aiutarlo in questo lavoro alcuni musicisti ospiti di assoluto prestigio come Al Blake, Fred Kaplan, Richard Innes e Rusty Zinn. Le danze si aprono con “Lying woman” un funky blues di Percy Mayfield per proseguire con un solido slow shuffle di matrice neworleansiana, dinoccolato e ciondolante al punto giusto. Il brano si avvale dell’ottimo contrappunto pianistico di Fred Kaplan. La traccia tre è un uptempo country-blues sulla linea melodica del classico “Mean Old Frisco” mentre il brano successivo “Blackjack” dal songbook dell’immortale Ray Charles è un languido slow blues con il piano di Kaplan sempre in gran spolvero. Il disco prosegue senza particolari scosse con lo shuffle “Honey Stew”, per arrivare alla song numero sei che secondo il sottoscritto vale da sola l’acquisto dell’intero cd. Si tratta di un brano di Lightnin’ Hopkins “Don’t think ‘cause you’re pretty” che Walker esegue con il solo ausilio della chitarra e della splendida armonica di Al Blake. Un capolavoro di gusto ed essenzialità. Il cd prosegue con un Chicago blues piuttosto di maniera che ha il solo compito di introdurre la traccia otto e cioè “Bad Blood” del grande pianista e cantante William “Champion” Jack Dupree. Il brano è uno slow shuffle che Walker e la band mantengono sapientemente in perfetto equilibrio tra il sound di Chicago e quello di New Orleans. Da notare il pregevole lavoro del sax e l’ottimo assolo chitarra dello stesso Walker. La successiva “Lay you down” uscita dalla penna di Randy Chortkoff, è un divertente omaggio al blues californiano con la superba chitarra di Rusty Zinn. Ottimamente cantato e suonato questo spumeggiante jump blues sembra uscire da un vecchio disco del leggendario Eddie “Cleanhead” Vinson. Altra pausa di riflessione ed arriviamo ad un'altra autentica gemma musicale. Si tratta di “Sweet home New Orleans” in cui l’atmosfera ritorna ad essere più intima. A sorreggere il bel brano scritto da Al Blake, l’armonica di quest’ultimo e, una discreta ma efficace sezione ritmica che vede Rob Rio al piano Jeff Turmes al basso e Richard Innes alla batteria. Sembra di sentire il primo Muddy Waters! Il disco si conclude con due canzoni di grande fascino “Happy man blues” e “Walking with Frankie”. La prima è una song jazzata, notturna e neworleansiana con piano e sax sugli scudi; la seconda è un pulsante boogie woogie ipnotico e incalzante con un ottimo interplay tra la chitarra di Walker il basso di James W: Thomas ed il sax di David Woodford.
Onestà e tradizione e, scusate se è poco. |
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