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ROD PIAZZA & MFBQ "THRILLVILLE"
Source:
Il Blues
Date:
04/2008
Writer:
Luca Zaninello

Dopo l'ottimo esordio di un paio d'anni fa per la Delta Groove, che valse alla formazione il Blues Music Award 2006 nella categoria "Band dell'anno", Rod Piazza e i suoi MFBQ ritornano con il degno seguito intitolato "ThrillVille": il cantante e armonicista cresciuto alla scuola di gente come Pee Wee Crayton, George "Harmonica" Smith, Shakey Jake, di esperienza ne ha da vendere, con i suoi quarant'anni di carriera, e fin dalle prime note di questo album dimostra di meritare un posto di rilievo tra gli interpreti più genuini del blues chicagoano. Insieme alla moglie Honey il gruppo vede la presenza di altri due musicisti di notevole esperienza, il chitarrista Dave Carvajal e il batterista Dave Kida: alla bionda Honey spetta quindi non solo il compito di suonare le tastiere, ma anche le linee del basso con la mano sinistra, compiti svolti entrambi in maniera più che egregia. "Hate To See You Go/Shake Your Hips" è una sorta di piccolo medley che unisce due brani rispettivamente di Little Walter Jacobs e Slim Harpo, ottenendo come risultato un blues vivace, costruito sul riff insistente della chitarra ed esaltato dal bell'assolo all'armonica; è sempre lei ad introdurre "Westcoaster", buon strumentale che si sviluppa poi in un interessante dialogo con la chitarra. Non c'è alcuna mania di protagonismo del nostro, che lascia ampio spazio agli altri musicisti:

"Sugar" è un blues fresco, sostenuto da una ritmica semplice me efficace e caratterizzato da ottimi assoli ai sax (Johnny Viau e Allen Ortiz) e della chitarra; i due brani successivi vedono il piano in grande risalto, ma soprattutto confermano la grande coesione del quartetto, che si autodedica il pregevole funky di "Mfbq", pezzo in cui lo spirito di James Brown si rende presente e tutti gli strumenti dimostrano grandissimo affiatamento, intersecandosi reciprocamente. L'album è equamente diviso tra composizioni originali e non, e prima della Dixoniana "I Don't Play" merita di essere menzionata "Honey Bee", un gioiellino elegantemente guidato dal piano di Honey e arricchito dagli interventi di armonica e chitarra. Rod si riposa nello strumentale "The Civilian" scritto da Carvajal ma ritorna protagonista nei brani successivi, sia come armonicista che come cantante: citiamo l'ottimo "Stranger Blues" di Elmore James che si inserisce tra due pregevoli strumentali, l'originale "Snap Crackle Hop" e "Sad Hours" dello stesso Little Walter Jacobs con cui abbiamo iniziato l'ascolto, degna conclusione per un album di sicuro spessore.

 


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